[Kyoto] Haradani-en: un giardino privato aperto durante l’hanami

Hanami! Quante volte ne abbiamo parlato? Tante (1,2,3…), ma mai abbastanza. A Kyoto, e più precisamente nella zona nord-ovest (dove c’è il Padiglione d’Oro, per intenderci), c’è l’Haradani-en, un giardino privato che apre i battenti solo in occasione delle fioriture stagionali. Non si trova sulle guide e la maggior parte dei visitatori è giapponese, ma dalle foto che potete vedere (questa la gallery del sito ufficiale) vi accorgerete quant’è bello. In questo articolo come sempre vi dirò come arrivarci, informazioni utili, caratteristiche e come inserirlo all’interno del vostro itinerario.

Fonte: sito ufficiale

Cos’è. Si tratta di un parco privato di 13,000 mq con una vegetazione ricchissima e con tantissimi ciliegi di diverse varietà, più altri (azalee, rododendri, meli, ecc.ecc.). Le informazioni a disposizione non sono molte, essendo un posto meno battuto (turisticamente) degli altri: non solo perchè è meno conosciuto, ma anche perchè non è semplice da raggiungere (il metodo più facile per arrivarci è il taxi) trovandosi, tra l’altro, in cima a una collinetta; e soprattutto perchè il biglietto d’ingresso è abbastanza caro (1,200-1,500 yen).

Come raggiungerlo. L’indirizzo esatto è questo: Haradani-en – 36 Okita-yama, Haradani Inui-cho, Kita-ku, Kyoto. Lo trovate su Google Map. Si trova a circa 2,2 km dal Padiglione d’oro, il che lo rende raggiungibile anche a piedi  (30-40 minuti, in salita), ma l’alternativa migliore è il taxi, essendo così breve la corsa (5 min). Per quanto riguarda i mezzi pubblici, c’è questo bus M1 che parte dalla lontanissima stazione Kitaoji della metro (Karasuma Line) e arriva ad Haradani, facendo alcune fermate intermedie (una davanti al Kinkakuji, fermata Kinkakuji-michi).

Haradani-en-map

Informazioni. Aperto dalle 9 del mattino alle 17,00; ingresso 1200 yen durante la settimana/1500 yen durante fine settimane o giorni festivi. All’interno è possibile acquistare da bere e anche da mangiare diversi tipi di bento anche abbastanza lussiosi (con sushi di prima qualità). Quest’anno (2015) la specialità è questo bento:

Itinerario. Ovviamente questo bel parco è da visitare quando visiterete la zona nord-ovest della città, e quindi Kinkaku-ji e/o Ryoan-ji.

Spero di avervi dato un consiglio utile!

Miho Museum di I.M. Pei vicino a Kyoto

A circa a un’ora da Kyoto c’è il Miho Museum, considerato tra i più belli del Paese. Ho già avuto modo diverse volte di parlare di Musei, nella pagina Menù trovate la sezione apposta, in particolare mi vengono in mente per affinità i musei sul lago Ashi. Sempre per affinità mi viene in mente l’articolo su Gli edifici degni di nota a Ginza e Omotesando.

Links utili :
Sito ufficiale del museo Miho
pagina di Wikipedia del museo
– Trasporti a Kyoto

Dando un’occhiata alla Gallery del sito vi rendete immediatamente conto della particolarità di questo museo e della sua affascinante forma.

MuseoMiho_foto1

Procediamo con calma…. il museo Miho si trova in mezzo ai boschi a ovest di Koka (cittadina non connessa al museo tramite mezzi pubblici diretti e conosciuta per le sue attrazioni ninja), è stato progettato dall’architetto I.M. Pei (che è nato nel 1917 e tra le altre cosucce è ideatore della famosa piramide del Louvre) e il nome deriva da quello di Koyama Mihoko, la fondatrice del museo e una delle donne più ricche del Giappone, morta nel 2003.

[Fonte wikipedia] Il museo ospita la collezione privata di Mihoko Koyama, consistente in antichità dell’Asia e del mondo occidentale, ma anche altri pezzi, per un valore complessivo stimato fra i 300 milioni e il miliardo di dollari USA. Nella struttura sono conservati in totale oltre duemila pezzi, 250 dei quali, all’incirca, sono in esposizione permanente a rotazione.Ogni reperto è stato accuratamente selezionato, sia per l’intrinseca bellezza artistica che per il significato storico, ma un’attenzione particolare viene anche posta sul modo in cui le opere sono presentate al visitatore.[/fine wikipedia]

Al di là dell’inestimabile valore di ciò che viene esposto, ovviamente a farla da padrona è la struttura del museo e la sua architettura, e il modo in cui esso è integrato nella natura che lo circonda.  Circa tre quarti dell’edificio sono sottoterra, dentro la roccia, il tetto invece è di vetro e acciaio, mentre le pareti e il pavimento sono fatte con una roccia particolare proveniente dalla Francia (la stessa usata per la reception del Louvre). I materiali utilizzati sono quindi sia artificiali che naturali e si uniscono sul bellissimo panorama che offre la vallata. A questo link trovate foto e spiegazioni (in eng) dettagliate sull’architettura.

Info pratiche.

Orario apertura: dalle 10.00 alle 17.00 (ultimo ingresso ore 16:00)
Chiusure: Di solito chiuso Lunedì ma ci sono chiusure straordinarie per lunghi periodi per il rinnovo dell’esposizione per cui controllare sempre apertura sito sito ufficiale.
Ingresso: 1,100 yen

Arrivare al Miho Museum richiedere circa un’oretta da Kyoto, per cui visitarlo occuperà minimo mezza giornata. Se siete appassionati di musei e di architettura sicuramente ne può valer la pena, ma bisogna considerare che nei dintorni del museo, a parte la bella natura, c’è poco da fare. La città di Koka che ha qualche attrattiva è infatti vicina ma sconnessa dal museo per quanto riguarda i trasporti. Il museo sarà un’ottima meta se avete tanto tempo a disposizione o se siete già stati a Kyoto diverse volte e cercate qualcosa di nuovo/diverso.

Come arrivare. Da Kyoto si prende un treno della JR Tokaido dalla Kyoto Station fino ad Ishiyama Station (240 yen, 15 min). Da qui si prende un bus Teisan n° 150 fino al Miho Museum (820 yen, 50 min). Il bus parte dalla fermata N°3 e ha l’insegna in inglese e porta direttamente alla Reception del museo, dove si acquistano i biglietti, e dalla quale poi si potrà proseguire a piedi (10 min) o con un free shuttle al museo vero e proprio. Cliccando qui trovate l’orario del bus Teisan n° 150.

Dal sito ufficiale

Dal sito ufficiale

Luglio a Kyoto : Gion Matsuri

Matsuri. “Matsuri” è il termine giapponese che indica una celebrazione, si potrebbe tradurre come “festival”. I “matsuri” sono quindi delle grandi feste “collegate” o ad un tempio e si tengono di solito una volta all’anno : celebrano la divinità del tempio oppure un evento storico collegato alla sua vita, e a volte durano anche per più di un giorno. Il momento principale del matsuri è la processione, durante la quale la divinità del tempio viene portata in giro per la città su una portantina [mikoshi] : è l’unico momento in cui la divinità [kami] lascia il tempio. Oltre al mikoshi, vengono poi portati in giro dei coloratissimi carri [dashi], che vengono spinti per la città con accompagnamento musicale di tamburi e flauti. I matsuri, insomma, sono occasioni festive annuali che coinvolgono moltissime persone e offrono l’opportunità, se si ha la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, di godere di uno spettacolo unico, tradizionale, tipicamente giapponese. A questo link trovate una lista dei matsuri più importanti.

Gion Matsuri. Il Gion Matsuri è il festival del santuario Yasaka, che si trova a Kyoto nel quartiere Hagashiyama. È uno dei matsuri più famosi, se non il più famoso in assoluto. Il Gion Matsuri dura tutto il mese di Luglio, gli eventi che hanno luogo sono moltissimi, i due più importanti sono : la Yamaboko Junko, processione di 32 carri, che si tiene il 17 Luglio; e il Yoiyama, termine con cui si indicano le serate festive precedenti la processione.

Storia. Durante la sua storia, Kyoto ha sofferto grandi catastrofi : epidemie, alluvioni, incendi, terremoti. Per tenere lontana la cattiva sorte e tributare gli spiriti positivi mantenendo la buona sorte, sono stati creati dei festival “protettivi” speciali, che hanno luogo nella città da tantissimi anni. Le origini di questo festival risalgono addirittura al periodo Heian (794-1185). Il primo Gion Matsuri, uno dei più antichi festival giapponesi, fu tenuto appunto nel periodo Heian, per fermare una serie di epidemie devastanti. Nella totale disperazione infatti, l’imperatore allora regnante, decretò la necessità di preghiere speciali, e indicò come sede il santuario Yasaka, uno dei più antichi e importanti santuari della città.

Le divinità dello Yasaka, che presiedono il festival, sono traportate in tre mikoshi [portantine] speciali fino all’ Otabisho, un location temporanea nel centro città dove le divinità stanno durante la durata del festival : questa locasion si trovano a est della Teramachi-dori, nel lato sud della Shijo-dori). La grandissima processione fu inizialmente fatta come rituale di benvenuto per le divinità nell’ Otabisho, mentre invece gli altri carri vengono spinti per tutta la città. Il festival diventò “regolare” [cioè annuale] a partire dal 970, e a parte brevissime interruzioni, ha continuato ad esistere fino ad oggi.

I carri : musei in movimento. Per i turisti e gli abitanti una buona parte del Matsuri è connessa agli elaboratissimi carri che hanno reso il festival così famoso. Nel 15esimo secolo, i mercanti di kimono di Kyoto, che erano in un periodo di grande crescita, iniziarono a competere gli uni contro gli altri per costruire il carro più grande e più bello. Durante il periodo Edo (1600-1868) e l’inizio del Periodo Meiji (1868-1912), i carri di Kyoto furono gravemente danneggiati da numerosi incendi. Nonostante questo ogni volta i cittadini hanno lavorato sodo per ricostruirli, anche per questo motivo continuano a godere di grande fama  e popolarità.

Hashibenkei-yama Nagitana-boko

I carri sono 32 e sono di due diversi tipi : yama e hoko. I carri yama raffigurano scene della storia cinese e giapponese e della mitologia, spesso anche pini, sentuari e manichini. Invece i carri hoko sono massicci carri a due piani, trascinati da gruppi di anche 50 uomini. A differenza degli yama, gli hoko hanno il tetto e hanno lunghi pali che fungono da aste in cima ai quali ci sono degli ornamenti caratteristici e indentificativi. Entrambi i tipi di carri comprendono un incredibile numero e varietà di elementi decorativi : pitture, tegole, bambole, sculture in metallo e tessuti provenienti dall’Europa, portati lungo la via della seta. Per questo motivo i carri sono anche denominati “musei in movimento”.

Calendario. Come dicevo, il Gion Matsuri dura un mese intero, quindi il calendario è molto ricco, ogni giorno c’è qualcosa da vedere. Ad esempio i carri quando sono in “esposizione” sono anche visitabili.  L’area ovviamente diventa particolarmente affascinante di sera, dalle 18:00 alle 23:00, quando le strade sono chiuse al traffico e si riempono di bancarelle che vendono cibo, bevande, e quant’altro. In particolare sono importanti le tre sere che precedono il 17 Luglio :  Yoiyama (16 Luglio), Yoiyoiyama (15 Luglio) e Yoiyoiyoiyama (14 Luglio). L’altro avvenimento importante, come dicevo, è il Yamaboko Junko, questo ha luogo tra le 09:00 e le 13:00 del 17 Luglio e la processione percorre circa 3 km lungo la Shijo-dori, Kawaramachi-dori e Oike-dori. Ci sono alcuni punti in cui si può comprare un posto a sedere [ 3100 yen; solo su prenotazione, segnati sulla mappa qui sotto come “paid seating“], ma poichè la processione è abbastanza lunga sia come tragitto che come durata,  anche senza pagare si possono trovare buoni “appostamenti” per godere dello spettacolo.

A questo link trovata un calendario completo degli eventi giorno per giorno.

Mappa [fonte : japan-guide]

Kyoto : Arashiyama

Arashiyama è una zona che si trova nella parte a nord-ovest di Kyoto.

Io consiglio vivamente di includerla nel vostro itinerario, vale davvero una visita ed è una meta perfetta per trascorrere l’intera giornata. Raggiungerla è comodo (e anche gratuito se avete il Japan Rail Pass) e molto rapido. Poichè non sono l’unica a ritenere che questo quartiere sia splendido, potreste avere problemi a causa del grandissimo numero di persone che la visitano : in particolare il problema è di rilievo in autunno e in primavera, essendo Arashiyama una delle “top” mete per l’osservazione degli aceri nei loro colori autunnali e della fioritura dei ciliegi in primavera. Quindi in questo periodo evitate quantomeno di andare ad Arashiyama nel week-end. Se invece avete la fortuna di essere a Kyoto in Dicembre, non potete perdere l’Hanatoro. 

Nel caso non abbiate una intera giornata da dedicare ad Arashiyama ma ci tenete a visitarla, per vicinanza geografica vi consiglio di “unire” questa giornata a quella dedicata alla visita di Kyoto nord-ovest [cui ho dedicato uno specifico articolo]. Utilizzando la linea Keifuku [vedi sotto, nel “Come arrivare”] potete raggiungere Arashiyama dopo aver visitato il Padiglione d’oro e il Ryoan-ji.

Arashiyama è una zona non vastissima, quindi una volta arrivati lì potete tranquillamente spostarvi a piedi. In stazione trovate delle pratiche e utilissime mappe della zona colorate. In aggiunta/alternativa scaricate comunque la KYOTO WALKS che illustra chiaramente la zona e propone un valido itinerario [Pag 3/6]

Arashiyama è famosa per … Come spiegherò poi più dettagliamente illustrando l’itinerario che propongo, i punti di forza di Arashiyama sono molti, ma  in particolare è famosa per :

– Il ponte Togetsukyo (“Il ponte che attraversa la luna”). Questo ponte e il panorama che si gode attraversandolo rappresentano l’immagine caratteristica di Arashiyama. Il ponte originale fu costruito durante l’Era Heian (794-1185) ma è stato recentemente ricostruito  nel 1930. Il ponte di per sè non è particolarmente affascinante [soprattutto rispetto alle altre belle cose che visiterete] però in combinazione con il bel panorama e la sua posizione (in un punto particolarmente vivace del fiume che attraversa) lo rendono comunque una meta appetibile. In primavera vicino al ponte ci sono dozzine di ciliegi.

– La foresta di bambù. Avete mai visto La Tigre e il Dragone? Siete per caso rimasti affascinati dalla foresta di bambù? Bene, qui potete vederne una! C’è una stradina pedonale che si percorre in mezzo ai bambù, molto suggestiva se tira un lieve vento che fa muovere le canne. E’ una delle attrattive del posto, in più sono venduti molti oggetti fatti con il bambù nei negozi di artigianato della zona.

– Numerosi templi, il più “famoso” dei quali è il Tenryuji Temple, uno dei cinque “grandi templi Zen di Kyoto”, fondato nel 1339 e sito dell’UNESCO [dopo dettagli aggiuntivi].

Monti Arashiyama dal ponte [foto Novembre 2011. Purtroppo era troppo presto perchè ci fossero i colori autunnali!]

Come arrivare. Per raggiungere questo distretto avete diverse opzioni [mappa sotto] :

Con la Japan Railways (JR)

L’accesso più rapido [gratuito se avete il JPR] dalla Kyoto Station è prendere un treno della Sagano Line (anche conosciuta come Sanin Line). Il viaggio fino a Saga-Arashiyama dura solo 15 minuti e costa 230 yen. I treni della JR non arrivano proprio ad Arashiyama ma appunto alla vicina stazione di Saga-Arashiyama, distante circa 5-10 minuti a piedi.

Con la Keifuku Railways (Randen)

I piccoli treni della Keifuku Arashiyama Line connettono Arashiyama con la stazione Omiya che si trova nell’intersezione tra Shijo Street e Omiya Street [in centro a Kyoto]. Il viaggio dura 20 minuti e costa 200 yen. Inoltre questa linea connette Arashiyama anche dalla stazione Kitanohakubaicho, che si trova nei pressi del Kinkakuji e Ryoanji (il viaggio dura 20 minuti e costa 200 yen). Questi treni portano proprio nel centro di Arashiyama.

Con la Hankyu Railways

Da Kawaramachi o dalla Karasuma Station in centro a Kyoto(Shijo Street), prendete la Hankyu Main Line fino alla Katsura Station e qui prendete la Hankyu Arashiyama Line per Arashiyama. Il viaggio costa 220 yen e dura 20 minuti. Arriverete alla stazione Hankyu Arashiyama che si trova dalla parte opposta del fiume rispetto alle altre, a circa 5-10 minuti a piedi dal centro.

Con il bus

Arashiyama è connessa dai bus con numerose parti di Kyoto, tuttavia è consigliabile prendere il treno perchè impiega meno tempo e perchè c’è il serio rischio di rimanere imbottigliati nel traffico.

Mappa illustrativa su come raggiungere Arashiyama. Fonte : japan-guide.

Mappa della zona chiara indicazione delle stazioni e delle fermate dei bus.

Itinerario. Prima di tutto, come dicevo, potrebbe interessarvi seguire l’itinerario segnato sulla KYOTO WALKS (pag 3), sottolineo poi che nella parte finale di questo utile documento c’è un elenco di quasi tutti punti di interesse segnati e i relativi orari di apertura/chiusura.

Io consiglio di dedicare ad Arashiyama una giornata intera, arrivando la mattina e trattenendosi tutto il tempo necessario. Tuttavia, se fate una scelta, potete selezionare un ridotto numero di cose che potrebbero essere visitate in un pomeriggio o in una mattinata, così da dedicare l’altra mezza giornata ad altro a Kyoto. [Esempio : potreste dedicare la mattina presto al Ryoan-ji e Kinkaku-ji nella parte nord-ovest di Kyoto, e poi prendere la Keifuku Railways fino ad Arashiyama e trascorrere il pomeriggio. Oppure viceversa. Propongo questa soluzione perchè Ryoanji e Kinkaku-ji sono i punti di interesse più vicini geograficamente. Non vi venga in mente, ad esempio, di “programmare” di vedere Arashiyama lo stesso giorno del Kiyomizu-dera, oppure di Inari, perchè impieghereste moltissimo tempo a spostarvi da una parte all’altra].

Mappa di Arashiyama [Fonte : japan guide]

Se avete già in programma e avete prenotato un giro con il “Romantic Train” e magari anche la crociera, il vostro itinerario sarà pesantemente influenzato da questo “impegno” : vi consiglio quindi di lasciare questa escursione o per prima o per ultima.

1 – Una volta giunti ad Arashiyama, raggiungente il centro seguendo le indicazioni. La lunga strada che porta al ponte è molto carina, piena di negozi di artigianato e di ristoranti, in alcuni punti è anche accompagnata da piccoli corsi d’acqua. Camminando verso sud raggiungerete rapidamente il ponte, da qui godetevi il panorama! Al di là del ponte non c’è nulla di interessante, a meno che non siate intenzionati a visitare il Monkey Park (parco delle scimmie) del quale parlerò più tardi.

2 – Dirigetevi, seguendo le frecce, al Tenryuji Temple. 

[Scheda] Il Tenryuji è il più importante tempio di Arashiyama ed è il principale tempio della corrrente “Rinzai Zen” del buddhismo giapponese. Fu costruito nel 1339 dallo shogun Ashikaga Takauji. Takauji dedicò il tempio all’imperatore Go-Daigo, che era morto da poco tempo. Queste due importanti figure della storia giapponese erano infatti alleati finchè Takauji non decise di  ribellarsi all’imperatore per avere lui la supremazia sul Giappone. Costruendo il tempio Takuji intendeva quindi ingraziarsi lo spirito dell’Imperatore.

Gli edifici di questo tempio sono stati ripetutamente distrutti da incendi e guerre nel corso degli anni, e la maggior parte delle attuali stanze, inclusa la principale, chiamata Hojo; la Shoin e la cucina del tempio [Kuri] con la sua piccola torretta che la distingue, sono databili intorno al Meiji Period [1868-1912].

 A differenza degli edifici, il giardino è invece sopravvissuto nel corso degli anni nella sua forma originale. Creato dal famoso garden designer Muso Soseki, che anche disegnò i giardini del Kokodera e altri importanti edfici, questo bellissimo giardino è composto da un laghetto centrale circondato da rocce, pini, e con dietro il bellissimo panorama offerto dai monti Arashiyama.

[Info] Il Tenryuji è aperto tutti i giorni dalle 08:30 alle 17:30 (fino alle 17:00 da Ottobre a Marzo), l’ingresso costa 500 yen [più 100 yen per entrare nelle stanze]

3 – Dirigetevi verso la Bamboo Groves [seguendo le indicazioni o la mappa]. Quel poco che c’è da dire su questa foresta l’ho scritto nella presentazione. Attraversatela seguendo le frecce in direzione “Torokko Arashiyama” o “Okochi Sanso”. Ad Arashiyama sono venduti molti souvenir fatti con il bambù.

4 – Subito dopo una lieve salita vi troverete di fronte l’ingresso per la Okochi Sanso Villa. 

[Scheda]Questa villa altro non è che l’ex-abitazione del famosissimo [almeno in Giappone] attore Okochi Denjiro (1896-1962). Okoshi Denjiro (cui è dedicata una mostra fotografica all’interno di uno degli edifici della villa),  era un attore di film del genere “Jidaigeki e fu all’apice del suo successo intorno agli anni ’30-’40. Essendo lui un grandissimo estimatore dei parchi e dei giardini tipici dei santuari e dei templi giapponesi, fece riprodurre nell’ampia area della villa una serie di piccoli edifici sacri di Kyoto e altre città, con le rispettive cornici naturalistiche. Il parco si può dividere in 4 “aree” ognuna delle quali deve mostrare il meglio di ogni stagione. Quindi in qualsiasi periodo la visiterete ci sarà una parte particolarmente bella. Come dicevo, fu lui stesso a scegliere con attenzione come voleva ogni dettaglio della villa, che all’inizio fu sua abitazione. Dopo la sua morte, nel 1962, venne aperta al pubblico. Ci tengo a precisare che della villa possono essere visitati liberamente solo i giardini e alcuni edifici “ausiliari” mentre la casa vera e propria è privata ed è impossibile accedervi. Poichè la villa si trova nel punto più alto della collina, se salirete fino in cima al parco godrete di un bello spettacolo : da una parte è infatti possibile vedere praticamente tutta Kyoto, dall’altra il fiume Hozu e i monti Arashiyama. Nel biglietto di ingresso  [dal prezzo piuttosto salato] è compresa la degustazione di un dolcetto insieme ad una tazza di thè. Il thè che vi offriranno è vero thè verde dalla consistenza “pappettosa” e il sapore molto amaro [mica per niente, viene tradizionalmente accompagnato con qualcosa di molto molto dolce]. L’edificio più carino secondo me è il Tekisuian, sala da thè. Un piccolo edificio con il pavimento tatami, immerso in un giardino fatto di muschio, al quale si accede “saltellando” su grosse pietre, immerso tra centinaia di aceri.

[Info] La villa è aperta dalle 09:00 alle 17:00. Nessun giorno di chiusura. L’ingresso costa 1000 yen ed è compresa una tazza di thè verde servita con un dolcetto.

Uno dei tanti giardini della Villa

5 – Uscendo dalla villa ri-entrate nella strada che percorrevate uscendo dalla foresta di bambù, dopo poco vi troverete ad un grosso bivio (anzi, trivio) ove si trovano : la stazioncina Torokko Arashiyama [Vedi articolo sul Romantic Train], una strada che vi riporta in centro [verso destra] e una strada che vi conduce ancora più a nord fra i monti. A seconda dell’itinerario che avete preparato e dal tempo che avete speso per arrivare fino a qui, decidete voi quale strada percorrere (ma và?). Se proseguirete troverete, in ordine le cose che elenco qui sotto : scegliete quali visitare tenendo conto del tempo e delle finanze… e dell’ispirazione! Tenete anche presente che verso le 16:30 tutti i templi chiudono. 

6 – Jojakkoji Temple

Orario: dalle 9:00 alle17:00 (ultimo ingresso16:30)
Chiusura : no giorni di chiusura
Tariffa ingresso : 400 yen
Il Jojakkoji è il primo tempio che incontrerete dopo la Okoshi Sanso Villa, e dista da questa circa 10 minuti. Questo piccolo tempio che si trova sul versante della montagna fu fondato nel 1596. I suoi piccoli edifici e porte di ingresso, il tempio ha una atmosfera di quiete e raffinatezza. Lungo la scalinata che porta al tempio ci sono molti aceri e muschi. Da diversi punti si può godere un bel panorama di Kyoto. Questo tempio è famoso anche per la pagoda di Tahoto. 

7 – Nisonin Temple

Orario: dalle 9:00 alle 16:30
Chiusura : no giorni di chiusura
Tariffa ingresso : 500 yen
Molto simile allo Jojakkoki [e situatogli accanto, verso Nord], il Nisonin è un tempio che si trova sul fianco della collina e ha edifici maggiormente più grandi e imponenti. Anche qui l’atmosfera è piacevole, soprattutto grazie ai maestosi alberi che affiancano il viale d’accesso. Fu fondato nel 9° secolo e il Nisonin è un tempio della sezione Tendai del buddhismo giapponese. Anche da qui potete godere di un bel panorama su Kyoto se raggiungete la parte più elevata. 

8 –  Gioji Temple

Orario: dalle 9:00 alle17:00 (ultimo ingresso16:30)
Chiusura : no giorni di chiusura
Tariffa ingresso : 300 yen
Il Gioji se possibile è ancora più annidiato nella foresta dei precedenti due. Questo tempio deve il suo nome alla danzatrice Gio, vissuta nel periodo Heian. All’tà di 21 anni, Gio prese i voti in questo tempio dopo la sua storia d’amore con Taira-no-Kiyomori, il potente comandante del clan Heike, che preferì a lei la collega danzatrice Hotoke Gozen (la quale in seguito lo abbandonò per prendere anche lei i voti in questo tempio). Nella sala principale vi sono le statue lignee di Gio, Hotoke e Kiyomori, e anche la madre e la sorella di Gio (anch’esse monache). È noto soprattutto per il giardino di muschio e gli altissimi aceri. Il gate di ingresso e la piccola sala principale hanno il tetto di paglia. In particolare la sala principale ha anche una finestra rotonda con una bella visuale sui giardini.

9 – Takiguchi-dera

Orario: dalle 9:00 alle17:00 (ultimo ingresso16:30)
Chiusura : no giorni di chiusura
Tariffa ingresso : 300 yen
Vicinissimo a Gioji si trova questo piccolo tempio la cui storia è legata ad una vicenda tragica! Takiguchi Nyudo un giorno vide la dama di compagnia di Kenrei Monin, una ragazza di umili origini di nome Yokobue, mentre danzava in occasione di una festa organizzata per ammirare la fioritura degli alberi. Egli decise che la voleva come moglie. Quando il padre gli rifiutò il permesso, Tokiyori abbandonò la sua vita normale e diventò un prete del Sanpo-ji, un tempio minore dell’Ojo-in. Yokobue andò a far visita a Tokiyori e gli suonò con il flauto una serenata, ma lui rifiutò di incontrarla poichè aveva già preso i voti. Distrutta dal dolore, Yokobue si annegò. Prima di uccidersi, scrisse con il suo sangue i suoi sentimenti sopra una pietra, che ora si trova all’ingresso del tempio.Il Takiguchi-dera fu costruito dove si trovava il Sanpo-ji, nella prima metà del ventesimo secolo. Le statue di Tokiyori e Yokobue si trovano nella Main Hall. 

10 – Saga-Toriimoto Preserved Street e Adashino Nenbutsuji Temple

Orario: dalle 9:00 alle17:00 (ultimo ingresso16:30)
Chiusura : no giorni di chiusura
Tariffa ingresso : 500 yen
Una grande parte della strada che porta all’Adashino Nenbutsuji è stata preservata dello stile del periodo Meiji (1862-1912). La maggior parte degli edifici sono tradizionali machiya che servivano come residenza private ma furono poi trasformate in negozi e ristoranti. L’ Adashino Nenbutsuji è collocato alla fine di questa strada. Il tempio fu fondato all’inizio del 9° secolo quando il famoso monaco Kobo Daishi collocò qui migliaia di statue di pietra. Queste statue servivano a ricordare e dare degna sepoltura a defunti che erano state persone povere e bisognose che non avevano congiunti o erano stati abbandonati. Le anime di questi defunti vengono ricordate ogni anno con l’accensione di candele durante la cerimonia di Sento Kuyo e la sera del 23 e 24 Agosto [fonte : Lonely Planet]. Sul retro del tempio una breve camminata conduce ad una foresta di bambù. 

11 – Otagi Nenbutsuji Temple

Orario: dalle 8:00 alle 17:00
Chiusura : no giorni di chiusura
Tariffa ingresso : 300 yen
Dieci minuti di cammino più avanti c’è l’Otagi Nenbutsuji Temple, famoso per le sue 1200 statye di rakan, cioè devoti seguati del buddhismo, ognuna delle quali ha una differente espressione facciale. È stato creato recentemente, tra il 1980 e il 1990, e le numerore statue stanno intorno al tempio e coprono parte della montagna.

Alternativamente : Più o meno alla stessa distanza ma in un’altra direzione rispetto a questa serie di cose, c’è il Daikakuji Temple [guardando la semplice mappa qui sopra, si trova in alto a destra]. Poichè questo complesso di trova in una zona differente diverso al resto, vi conviene scegliere una o l’altra cosa. Se non volete rinunciare a nulla [ma in questo caso dovrete fare tutto molto di fretta] potete decidere di raggiungere il Daikakuji Temple dalla stazione di Saga Arashiyama con il bus N°91  (5 minuti, 190 yen, 2-3 bus ogni ora) oppure il bus N° 28 dal centro di Arashiyama (10 minuti, 190 yen, 2-3 bus ogni ora), dopo aver visto le altre cose.

> Scarica scheda del Daikakuji Temple  <

A seconda dell’ora che avete fatto, potete decidere di pranzare/cenare ad Arashiyama, ci sono molti ristoranti. Noi abbiamo trovato una fantastica locandina un po’ nascosta che fa okonomiyaki! Se volete lungo la via principale ci sono molti negozi di souvenir e di artigianato, ed anche bar con piccoli snack e invitanti dolcetti.

Altre cose che [se piacciono] si possono inserire nell’itinerario.

1 ) Il parco delle scimmie. Se vi piacciono questi animali, potrebbe piacervi visitare il Monkey Park Iwatayama. Il parco è sito nei monti Arashiyama, l’ingresso si trova a sud del ponte. Dopo una salita [ che la Lonely indica essere “moderatamente impegnativa”], i visitatori trovano un’area aperta con più di 100 scimmie che girano liberamente. Sono gli animali e girare liberi e gli esseri umani ad osservarli da una postazione chiusa. Da qui si gode anche una bella vista sulla città.  All’interno del parco si cammina parecchio, anche in salita.

Orario: dalle 9:00 alle 17:00 (fino alle 16 in inverno)
Chiusura :  Giorni con temporali o neve
Ingresso : 550 yen

Recensioni Tripadvisor : Link

2 ) Sagano Scenic Railway [Romantic Train] e crociera [facoltativa]. Clicca per l’articolo.

Spero di esservi stata utile, segnalatemi eventuali errori e/o suggerimenti 🙂

Santuario Fushimi Inari vicino Kyoto : imperdibile!

Se visiterete Kyoto, una delle cose che non potete assolutamente perdere, è il Fushimi Inari! La particolarità di questo santuario è che oltre ai classici “edifici” che compongono il complesso di un santuario, ha anche una lunghissima serie (di più di 4 km) di torii rossi che, affiancandosi l’un l’altro a pochi centimetri di distanza, formano dei tunnel rosso vermiglio in mezzo al bosco. Se la descrizione vi sembra complessa, non preoccupatevi, sicuramente tutti di voi avrete in mente l’immagine del Fushimi Inari pur senza sapere che si chiama così :

Come arrivare. Il Fushimi Inari si trova vicinissimo a Kyoto, e si trova proprio di fronte alla stazione JR Inari. Inari è la seconda fermata dopo la Central Station di Kyoto cui fermano i treni della JR Nara Line. Il viaggio costa 140 yen e dura 5 minuti, è compreso nel Japan Rail Pass. Alternativamente può anche essere raggiunto con una breve camminata dalla Fishimi Inari Station sulla Keihan Main Line [Che non passa alla Kyoto Station].

Poichè la stazione Inari si trova sulla JR Nara Line, io consiglio di visitare questo santuario nella stessa giornata che dedicherete a Nara : al ritorno, invece di scendere alla Kyoto Station, scendete due fermate prima e visitare il santuario, poi riprendete il treno e tornate in città. Attenzione : Non tutti i treni della JR Nara Line proveniente da Nara fermano ad Inari, quindi quando salite sul treno a Nara accertatevi che sia uno di quelli [passano con molta frequenza, controllate le fermate su http://www.hyperdia.jp]. Attenzione 2 :  calcolate che da Nara ad arrivare ci mettete circa 50 minuti, quindi partite per tempo.

Il santuario. Comincio dicendo che il santuario non chiude mai e l’ingresso è gratuito.

Questo è il link al sito ufficiale del santuario [solo giapponese, ma bellissime immagini]

Il Fushimi Inari è un importante santuario Scinto, e si trova a sud di Kyoto. E’ appunto celebre per le migliaia di torii che formano dei tunnel nella foresta, risalendo il Monte Inari, che arriva a 233 metri e appartiene [come terreno] al santuario.

Il Fushimi è il più importante delle migliaia di santuari [circa 32.000] che esistono dedicati ad Inari, la Dea Scinto del riso. Le volpi sono le messaggere di Inari, e questo si può notare dalle numerose statue che raffigurano le volpi su tutto il terreno del santuario [questo vale per tutti quelli dedicati alla dea Inari, che sono appunto riconoscibili dalla presenza di statue di volpi, in Giappone ne vedrete moltissimi]. La volpe ha in bocca una chiave, che è la chiave del granaio del riso.

Questo santuario ha origini molto antiche, che anticipano addirittura il 794, data in cui Kyoto diventò capitale. Probabilmente la struttura originale risale al 711, mentre l’aspetto “definitivo” ce l’ha dal 1499.

Anche se il motivo principale per cui ci si reca al Fushimi sono appunto i numerosi e affascinanti torii, anche gli edifici del santuario stesso valgono una visita. All’ingresso del santuario è sito il Romon Gate, che fu donato al santuario nel 1589 dal celebre Totoyomi Hideyoshi. Al di là del Romon Gate si trova l’edificio principale del santuario (Honden) e altri edifici ausiliari.

Fonte : japan-guide

Superati tutti questi edifici, quasi “dietro” al santuario, si trova il punto in cui partono i “tunnel” : all’inizio infatti sono due, che poi si uniscono più avanti, per poi distaccarsi ancora.. e così via. Come dicevo, sono composti da file molto “dense” di torii, i due tunnel avanzano parallelamente a breve distanza tra di loro.

Tutti i torii che compongono questi tunnel sono stati donati o da persone oppure da compagnie, e il nome del donatore e il giorno in cui la donazione è avvenuta si trovano iscritti sul retro di ogni torii. Il costo di ognuno varia da un minimo d 400,000 yen (circa 4,000 euro)  per i più piccoli fino a milioni di yen per un torii grande. Comunque, guardando sul loro sito ufficiale, nella sezione “donazioni” c’è scritto che accettano donazioni, ma il torii più piccolo costa 175,000 yen!

La camminata fino al cima della montagna richiede circa 3 ore, ad ogni modo potete camminare fino a quando ne avete voglia. Lungo la strada ci sono delle “interruzioni” in cui sono presenti dei piccoli santuari dove potete scorgere dei torii rossi in miniatura [che sono stati donati da chi non aveva molti soldi] . Lungo la strada ci sono anche alcuni ristoranti, alcuni cucinano l‘aburage (tofu fritto) famoso per essere il cibo favori delle volpi.

Dopo circa 30-45 minuti di salita, la densità dei torii diminuisce e si raggiunge la Yotsutsuji intersection (intersezione), dalla quale si gode una bella vista su Kyoto. Molti turisti si fermano in questo punto, perchè proseguendo lo spettacolo non varia di molto, e i torii sono sempre meno “densi”.

Considerazioni personali. Sono stata due volte a visitare il Fushimi Inari e lo trovo un posto magnifico. Vi consiglio di visitarlo poco prima del tramonto, perchè è affascinante assistere al sopraggiungere delle tenebre mentre si cammina sotto i torii. Si trova all’interno di un bellissimo bosco molto ombroso, quindi è una meta ideale anche d’estate. L’ultima volta che ci sono stata siamo arrivati troppo tardi, ed era giù buio pesto : la camminata si può comunque fare,  perchè ci sono delle lanterne e dei lampioni. Avviso la gentile clientela, però, che in prossimità di questi “punti luce” ci sono circa 50 milioni di miliardi di ragni grossi come pugni, quindi se qualcuno/a di voi fosse sensibile all’argomento, è meglio se ci va di giorno. Ovviamente i ragni ci sono pure di giorno, ma è difficile notarli (se proprio non li vai a cercare), mentre invece quando fa buio, poichè costruiscono le loro tele in prossimità delle luci, vengono chiaramente illuminati pure loro, e considerando il buio più totale che c’è intorno, si vedono soltanto loro e le loro ombre e assurde ragnatele….

Hanatoro a Kyoto : uno spettacolo da non perdere [se possibile]

Hanatoro, che significa “strade con fiori e luci”, è il nome di una serie di eventi [che consistono nell’illuminazione di alcune strade] che hanno luogo sia nella zona di Higashiyama [Kyoto] a Marzo; sia nel distretto di Arashiyama a Dicembre. Durante l’Hanatoro le strade sono illuminate da migliaia di lanterne; così pure i santuari e i templi, i quali di solito durante il periodo dell’Hanatoro sono aperti oltre l’orario normale. Inoltre sono di solito previste anche performance da parte di artisti di diverso tipo. Durante l’Hanatoro insomma si respira un’atmosfera unica, motivo per cui spesso in queste serate le strade si riempono di visitatori, attratti dalla possibilità di vedere una Kyoto diversa dal solito.

Hanatoro ad Arashiyama [Dicembre]. Ad Arashiyama l’Hanatoro si tiene a Dicembre, e dura 10 giorni. Il periodo è variabile, di solito all’inizio del mese. Quest’anno -2012- sarà dall’8 al 17.

Fonte : japan-guide. Il ponte Togetsukyo durante l’Hanatoro.

Per dieci giorni, più di 5 kilometri di strade intorno il centro città e lungo il fiume sono illuminati dalla lanterne. Anche molti dei santuari e dei templi lo sono. Più di tutto è spettacolare l’illuminazione del ponte Togetsukyo e della foresta di bambù.

Fonte : japan-guide. Foresta di bambù illuminata durante l’Hanatoro.

Hanatoro a Higashiyama [Marzo]. Stesso discorso vale per l’Hanatoro ad Higashiyama, che però si tiene all’inizio di Marzo. Il prossimo sarà ad esempio dall’8 al 17 Marzo 2013.

Fonte : japan-guide. Yasaka Pagoda.

Durante l’Hanatoro più di 2400 lanterne illuminano le strade dallo Shorenin fino al Kiyomizu-dera. Quasi tutti i santuari e templi della zona sono illuminati e aperti oltre l’orario di chiusura. Nel parco del Kodaiji Temple è poi sistemato un palco dove si può assistere a spettacolo di musica live, danza, e altre performance artistiche. Altri spettacoli ci sono anche nel Maruyama Park.

Durante queste spettacolari serate anche molti negozi sono aperti oltre l’orario normale, questo constribuisce, insieme a tutto il resto, a creare un’atmosfera unica e viva in strade che di solito a quell’ora sono praticamente deserte.

 

Itinerario Kyoto, 3 o 4 giorni “tipo”

Dunque, dopo il mio itinerario per Tokyo, presento anche quello per Kyoto. Anche in questo caso farò degli articoli su giornate “tipo” il cui ordine può essere scambiato a seconda del tempo/voglia etc.

Prima di cominciare, ecco cosa potrebbe esservi utile scaricare/vedere : 

1)  Potrebbe esservi utile il mio link al mio articolo su come muoversi a Kyoto.

2) Procuratevi gratuitamente delle ottime mappe/cartine di Kyoto seguendo questo consiglio.

3) Per informazioni sugli eventi che si svolgono mensilmente in città, leggete l’utilissima Kyoto Visitor’s Guide a questo link. Questa guida (modello cartaceo) è acquistabile  a poco prezzo all’Information Center della stazione centrale, 2F.

4)  Scaricate e stampare l’utilissimo KYOTO WALKS : mappe chiare e itinerari.

5) Visitare il sito Inside Kyoto che ha ottima mappatura dei distretti e propone alcuni itinerari a tema (maggiori info qui)

Premessa. Le mie giornate sono abbastanza “ricche“. Niente di impossibile per nessuno, ma necessitano comunque una sveglia abbastanza presto e aver voglia di camminare.

Ho notato che su Kyoto in generale ci sono molte meno informazioni (soprattutto in italiano) rispetto a Tokyo. Ho avuto quasi la sensazione, a volte, che sia considerata quasi una meta “secondaria” rispetto alla grande city, spesso alternativa ad Osaka. Io non sono assolutamente d’accordo ed anzi penso che non solo Kyoto non sia nemmeno paragonabile ad Osaka (in quanto ad “attrazioni” culturali e storiche, location, paesaggi, per non parlare del “clima” che si respira), ma che sia al medesimo livello di Tokyo, insomma secondo me Kyoto è assolutamente un MUST per chi va in Giappone la prima volta (ma anche la seconda, la terza, la quarta, perchè è ricchissima di cose da fare).

Se Tokyo rappresenta il Giappone più moderno, vivo, colorato, pazzo, eccentrico, tecnologico (pur non manchevole di spot interessanti anche da altri punti di vista), Kyoto è invece il cuore della tradizione, della storia, della cultura, ed è massimamente rappresentativa dell’immagine del Giappone tradizionale che ancora oggi giustamente attrae tanti di noi e affascina il resto del mondo. Questa frase l’avrete letta più o meno ovunque, ma è proprio così.

Nonostante Kyoto sia una città molto grande (seppur non paragonabile a Tokyo), è una città ” a misura d’uomo” : i palazzi e le case sono basse, che danno l’idea di case e di quartieri vissuti, tanti ciclisti, tanti esercizi commerciali “comuni” e non solo grandi magazzini o negozi alla moda, tantissimo verde e tantissima acqua… e soprattutto…. tanti santuari e templi. Proprio così! A Kyoto ci sono centinaia (letteralmente) di edifici come santuari e templi, la cui visita può occupare intere giornate : c’è chi al terzo si stufa, c’è chi andrebbe avanti tutta la giornata…. io appartengo a questa seconda categoria. Trovo che ognuno di questi posti sia stupendo e particolare, e meriti di essere visto. Per non andare in overdose, basta organizzare bene la propria giornata per variare la tipologia di mete visitate e intervallarle con qualcosa di diverso.

Kyoto merita una visita soprattutto in primavera  o autunno, per godere degli straordinari spettacoli mozzafiato che regalano rispettivamente i ciliegi e gli aceri, rendono magica qualsiasi parte della città.

Scusate la lunga premessa, ma era doverosa.

Orientamento. Kyoto, come dicevo, è molto vasta. I mezzi pubblici vi portano ovunque ma i tempi di spostamento sono lunghi (solitamente ci si muove utilizzando i comodissimi bus, che però sono soggetti a traffico). Per questo motivo è importante organizzarsi bene per non essere costretti a perdere ore nello spostarsi da una parte all’altra della città.

Iniziamo suddividendo Kyoto nelle sue “zone di interesse”.

Cliccate sull’immagine per ingrandire

Zona rossa : Higashiyama (Suddivisa per comodità in Higashiyama sud e Higashiyama nord)

Zona blu : Zona della stazione

Zona verde : Kyoto nord ovest

Zona azzurra : Nijo Castle

Ho poi selezionato KAWARAMACHI-DORI e Il PALAZZO IMPERIALE.

Questa mappa di InsideKyoto è ancora meglio, andate sul loro sito se volete dove è anche cliccabile (link a inizio articolo):

Fonte : Inside Kyoto

Fonte : Inside Kyoto

Itinerari giornalieri.

Giorno 1Higashiyama sud [clicca per articolo relativo]. Mai sentito parlare del Kiyomizu-dera? E’ il santuario più famoso di Kyoto, ed uno dei più celebri del Giappone intero. Visitelo il più presto possibile per evitare la ressa di turisti. Si prosegue verso nord, seguendo un percorso pedonale affascinante e misterioso che permette l’accesso ad un numero straordinario di santuari e templi [tra cui Kodaiji Temple, Chion-in Temple, Yasaka Shrine, Shorenin e tanti altri] uno più bello dell’altro. Scegliete con anticipo, oppure sul momento a seconda dell’ispirazione, quali di questi visitare. A pranzo che ne dite di un ottimo tempura? Dopo aver raggiunto il santuario Heian potete dirigervi a piedi verso il parco sconfinato del Palazzo Imperiale.

Giorno 2Higashiyama nord e Nijo Castle. Giornata dedicata all’altra “metà” di Higashiyama, questa volta la parte nord. Si parte dall’estremo nord, con il Padiglione D’Argento [Ginkaku-ji ]. Raggiungetelo il più presto possibile per evitare la ressa di turisti. Mangiate un buonissimo bombolone al thè verde per colazione, lo vendono di fronte all’ingresso! Finita la visita, imboccate il sentiero del filosofo, romantica e suggestiva stradina pedonale (un gioiello in primavera, con i ciliegi in fiore, ed in autunno, con gli aceri rosso vermiglio) che segue un corso d’acqua e porta verso sud. Non mancate l’Honen-in, bellissimo tempio ingiustamente snobbato dai turisti, e proseguite verso l’Eikando Temple  e il Nanzenji Temple. Che ne dite, tra una cosa e l’altra, di un bel pranzo vegetariano con verdure locali, oppure di una bella mangiata di gyoza? Il resto del pomeriggio dedicatelo al Nijo Castle e, se vi interessa, al vicino museo dei manga.

Giorno 3Kyoto nord ovest. In questa zona si trovano tre veri e propri gioielli : Ryoan-ji [celebre per il suo giardino di pietra], Kinkaku-ji  [Padiglione d’oro]; Daitoku-ji [complesso zen composto da ben 24 edifici]Dopodichè potete rilassarvi al Funaoka Onsen oppure tornate in centro, passate il pomeriggio a bighellonare in Kawaramachi-dori e nel Nishiki Market. Passeggiate sul lungofiume fino al tramonto!

Giorno 4Arashiyama/Sagano. Giornata dedicata ad Arashiyama. Tutti i dettagli QUI.

Giorno 5 – Una gita in giornata a Nara oppure Iga Ueno oppure a Amanohashidate

Cercate di arricchire le vostre giornate aggiungendo, se possibile, all’itinerario, la partecipazione a qualche evento particolare (festival, feste, spettacoli, etc.) : potete trovare moltissime informazioni a questo link (Kyoto Visitor’s Guide)

Se qualcuno ha bisogno di informazioni più specifiche mi mandi una email! [chiendent@gmail.com]