17 Novembre 2010 – Ultimo giorno!

Domani mattina si parte, che tristezza! Oggi ci aspetta il lungo viaggio fino a Tokyo… quasi cinque ore di shinkansen! Prima però è doverosa la visita al parco della memoria di Hiroshima e al museo della bomba, uno dei momenti più belli del viaggio secondo me. Il Parco della Memoria sorge su un’isola fluviale che si trova appunto in mezzo al fiume, molto ampia, un po’ come quella dove c’è Notre Dame a Parigi. Sull’altra sponda del fiume sorge L’A-bomb Dome, le rovine dell’unico edificio rimasto in piedi dopo lo sgancio della bomba atomica, che si è deciso (dopo diverse controversie) di non far abbattere. E’ molto significativo anche perchè si trova bene o male in corrispondenza dell’epicentro dell’esplosione (avvenuta a circa 600 metri dal suolo).

Oltre a questo, nel parco sono dislocati alcuni monumenti, come il Chilndren’s Peace Monument, il cenotafio, la fiamma della pace (che verrà spenta solo quando non ci saranno più ordigni nucleari sul pianeta), il cenotafio per le vittime coreane, ed altri.

L’ingresso al Museo della bomba è gratuito (50 yen come donazione simbolica) e vale davvero la pena. Se l’argomento vi interessa tenete in conto di passare almeno 3 ore all’interno, se avessi potuto io ci sarei rimasta tutto il giorno. Tenete anche presente che da circa metà museo in poi potreste iniziare a piangere senza smettere fino al giorno dopo. La prima parte del museo è storica, e spiega in maniera molto chiara quali step hanno portato al lancio della bomba, il perchè è stata scelta Hiroshima, le motivazioni, etc.etc. C’è una ricostruzione in scala 3/4 dell’A-bomb Dome che troneggia in mezzo alla sala. La seconda parte del museo è invece scientifica, spiega come è fatta una bomba atomica, gli effetti del nucleare. In questa parte del museo viene inoltre lanciato l’importante messaggio che sia il museo che il memoriale vogliono lanciare. La terza parte del museo invece raccoglie storie e testimonianze. Davvero straziante  ma indimenticabile. Ovviamente dipende dalla sensibilità personale… io ho pianto tutto il tempo (con un po’ di vergogna perchè ero l’unica). Nella quarta parte del museo (se avete ancora tempo, io purtroppo non ne avevo) ci sono dei televisori sui quali potete vedere (scegliendo da un catalogo) delle testimonianze di gente che è sopravvissuta all’esplosione… raccolte sottoforma di documentari.

 

Secondo me il museo e il parco valgono al 100% una tappa ad Hiroshima.

Di corsa siamo andate in stazione a prendere il treno per Tokyo! Per le cinque ore di viaggio ho dormito tutto il tempo… L’ultima sera a Tokyo? Harajuku! Dannazione, piove ancora 😦

 

 

 

16 Nov 2011 – Hiroshima!

Che levataccia! Dopo essere rientrate in albergo di soppiatto la notte precedente, ci alziamo presto per andare in stazione… per fortuna c’è la navetta! Alla Kyoto Station prendiamo il nostro primo shinkansen… che emozione! Riusciamo a fotografare il muso! Fuori, anche oggi, piove…

In perfetto stile giapponese, abbiamo acquistato la colazione da mangiare a bordo, un bel bombolone alla crema, gnummy! Poichè abbiamo dietro i bagagli, una volta ad Hiroshima ci dirigiamo subito in hotel per mollarli [nda : quest’anno più furbescamente li ho lasciati nell’armadietto della stazione!] e poi tornare in stazione a prendere il treno per Miyajima! L’hotel è in centro e dalla stanza al 13esimo piano si ha una bella veduta della città… chi immaginava che fosse così grande?

A Hiroshima ci sono i tram proprio come a Milano! Un efficientissimo omino corre avanti e indietro per il tram a dare informazioni e vendere i biglietti (questo è molto diverso rispetto a Milano!).

Per raggiungere Miyajima naturalmente ci vuole il traghetto, trattandosi di un’isola! Avete presente il torii più fotografato nel Giappone? Si trova qui 🙂

Anche qui ci sono i cervi! Questi sono particolarmente agguerriti… e particolarmente affamati. Sembra che la zia sia particolarmente appetitosa per loro, o sarranno i dolcetti che ha in mano? La seguono in continuazione, tanto da valerle il soprannome “l’ammaliatrice di cervi” per il resto della vacanza 🙂

Sull’isola ci sono tanti negozietti e un bellissimo santuario “galleggiante” proprio come il torii che ne è l’ingresso : quando la marea è alta e sembra infatti galleggiare sull’acqua! Purtroppo la marea è scesa e il santuario è quasi del tutto “scoperto” … ma è comunque affascinante. Il rosso acceso contrasta coi colori naturali della collina retrostante e il colore chiaro della sabbia… che romantico! Infatti stanno celebrando un matrimonio, io e Claudia con mirabolanti acrobazie siamo riusciti a fare foto a sbafo degli sposi :

Vi dico subito che dopo tutta la fatica per fotografarli di nascosto ci ha raggiunto la zia dicendo “Che bello, si sono fatti fare tantissime foto!” … ma come?? 🙂

Volendo si può anche prendere una specie di funicolare e farsi portare in cima alla montagnetta che c’è sull’isola, ove si trovano un altro santuario e il parco delle scimmie : visto il tempaccio abbiamo deciso di non salire, oltretutto a me non piacciono le scimmie. Magari la prossima volta!

Abbiamo mangiato l’okonomiyaki allo stile di Hiroshima, con gli spaghetti sotto! E poi anche le ostriche, piatto tipico di qui, servite però cotte sulla stessa piastra dell’okonomiyaki. A Clementina e Claudia sono piaciute molto! Slurp!

Dopo siamo tornate ad Hiroshima e ci siamo preparate per la cena! A cena siamo andate in un ristorante spagnolo che si trova vicino al memorial park, cioè dietro l’albergo. Eheh! Questo ristorante ci è piaciuto molto, abbiamo mangiato la paella servita dai giapponesi 🙂 Hiroshima di sera è così romantica… il lungofiume non ha niente da invidiare a Parigi! Tra le varie luci e colori sicuramente spicca l’Atomic Bomb Dome, l’unico edificio rimasto in piedi dopo lo sgancio della bomba, mantenuto così com’era come memoriale. Questo scheletro illuminato smorza sicuramente l’entusiasmo, per quanto suggestivo, ma stasera siamo stanche e felici, lasciamo queste riflessioni a domani mattina, ci aspettano la visita al parco della memoria e al museo della bomba.

21 Aprile 2010 – Kyoto!

[Nota : gli articoli che scrivo sul viaggio del 2010 li sto facendo a quasi due anni di distanza, basandomi sui ricordi, sulle foto, e sul diario che avevo tenuto per i primi giorni. Molte cose sicuramente mi sfuggono]

Clementina ha bisogno di farsi una bella dormita, quindi la lasciamo in hotel mentre ci dirigiamo al… padiglione d’oro! Il Kinkaku-ji è forse il tempio più famoso di tutta Kyoto, e a differenza del suo fratello “d’argento”… è veramente d’oro! L’edificio non è originale, è stato completamente ricostruito dopo essere stato distrutto da un incendio nel 1950. Ad appiccare l’incendio fu uno dei monaci che viveva lì, nel caso foste interessati Yukio Mishima, celebre autore giapponese, ha scritto un romanzo sulla storia di questo monaco (Il libro si intitola appunto “Il padiglione d’oro“).

Purtroppo anche oggi piove… la copertura d’oro non ha un granchè da riflettere… ma ci accontentiamo!

All’uscita compriamo un tè verde molto particolare, creato “in tema” col padiglione : infatti all’interno sono presenti frammenti di lamina d’oro che galleggiano elegantemente nel tè. Nella confezione che ho preso io purtroppo di queste lamine d’oro non ce n’era mezza… ma Claudia e Liana mi hanno confermato che nel loro c’erano, quindi non è stata una fregatura… solo la mia solita sfiga! 🙂 Se vi capita, comprate questo tè perchè è squisito! Ve lo fanno assaggiare prima di acquistarlo, ovvio!

Dopo visitiamo il Ryoan-ji, celebre per il famoso giardino roccioso (zen) : su un “mare” di ghiaia sono disposte 15 rocce. Il significato di questa composizione? Ovvio, sta nel cuore di ognuno degli spettatori! L’unica cosa certa e comprovata è che da qualsiasi punto voi lo guardiate, vedrete solo 14 rocce su 15 (una resta sempre nascosta!). Anche se l’attrazione è il giardino zen, anche il parco e l’edificio che lo ospitano sono notevolissimi. Nota di costume per chi era lì con me quel giorno : quando scendete dall’autobus, prima di attraversare aspettate che il semaforo sia  verde, o quantomeno guardate dalla parte giusta della strada, si guida sulla sinistra!! 🙂

Dopodichè ci ricongiungiamo con Clementina per visitare un mercatino dell’usato a sud della stazione, nei dintorni del quale finalmente Claudia trova un bellissimo kimono da comprare 🙂

Questa sera ci aspetta Gion, dopo esserci cambiate e fatte belle, andiamo alla ricerca di un locale segnalate sulla guida, l’ A-bar! Trovarlo è un vero problema, finiamo perse tra le migliaia di locali e viuzze, arriviamo addirittura a chiedere informazioni a una specie di “pappone” che accompagnava della ragazze seminude che offrivano non-so-cosa sulla strada. Ci imbattiamo poi in due ragazzi francesi che cercano lo stesso posto (Lonely Planet pure loro!) e dopo mille peripezie… eccolo! Per arrivarci attraversiamo un lungo corridoio sul quale si affacciano degli stanzini di pochi metri quadrati ciascuno, dentro ad uno di questi c’è un occidentale seduto su uno sgabello, con lo sguardo perso nel vuote e completamente fatto!!! In che posto siamo? 🙂

Il locale è carinissimo, e qui conosciamo anche Enrico e la sua simpaticissima amica Moscow (giapponese nonostante il nome!). Ci fanno ordinare birra giapponese e ovviamente.. stuzzichini giapponesi, tra cui gli edamame, dei quali da quel giorno io sono diventata ovviamente dipendente 😀 Abbiamo chiacchierato e fatto una gran bevuta, ma la serata non è finita, Moscow ci porta in una specie di disco-pub con tre tavoli in tutto (lei fa la DJ!) e un simpaticissimo proprietario che ci mette su della musica italiana (non mi ricordo che gruppo 😦 ). Alla fine viste le nostre condizioni Moscow ci chiama un taxi, che in guanti bianchi e perfetto charme giapponese, ci riporta in hotel fingendo di non accorgersi che abbiamo alzato un po’ il gomito… serata indimenticabile 🙂

Domani mattina alle 8 dobbiamo essere sullo shinkansen per Hiroshima!!!!

 

 

 

 

 

20 Aprile 2010 – Nara!

[Nota : gli articoli che scrivo sul viaggio del 2010 li sto facendo a quasi due anni di distanza, basandomi sui ricordi, sulle foto, e sul diario che avevo tenuto per i primi giorni. Molte cose sicuramente mi sfuggono]

La metà di oggi? Nara!

Quando si va a Nara per la prima volta, cosa salta subito agli occhi? Ovvio, la selvaggina 🙂

I cervi, considerati messaggeri degli dei, girano tranquillamente per la città, facendo compagnia ai turisti in cambio di qualche crackers! Attenzione però, sono particolarmente voraci… anche di cartine!

E’ davvero difficile non farsi attrarre da loro… ma.. gambe in spalla, ci aspettano troppe cose da fare! Purtroppo piove, ma non ci facciamo intimidire!

Il monumentale Todaiji, l’edificio in legno più grande del mondo, all’interno del quale c’è il Buddha Gigante : a noi ci fa una beffa, siamo già state a Kamakura! 🙂

Poi proseguiamo salendo per la collina, immergendoci nel bosco : la quantità di gente è sempre proporzionale alla pendenza della strada che c’è da percorrere 🙂 Il Kasuga Shrine ci aspetta in cima con le sue mille lanterne, chissà che bello sarebbe assistere al festival annuale che si tiene qui ogni Agosto per celebrarlo, quando le lanterne sono tutte accese! Sicuramente ci torneremo per l’occasione, vero?

Sulla strada Claudia compra una bellissima maschera, e la zia quello che passerà alla storia come “l‘inutile martelletto!” : una specie di martello, appunto, montato sull’estremità di un bastone con una molla sotto, che serve per darsi botte sulle schiena! Autoflagellazione o massaggio new age? Qui comunque il tema di tutti i souvenir è ovviamente il cervo…

Concludiamo il giro del parco con il Kofuku-ji, peccato che l’edificio principale … non ci sia! Per ristrutturarlo l’hanno portato via, che disdetta  😦 Tra la pioggia e il resto, siamo un po’ demoralizzate, meglio spostarci verso il centro per… pranzare!!! Sulla via del ritorno ci prendiamo il caffè in una bellissima caffetteria in stile francese, Claudia ne approfitta per comprare delle preziose fragole, che costano quanto il tesoro nazionale 🙂

Dobbiamo tornare presto in stazione perchè ci aspetta una tappa intermedia prima di tornare a Kyoto, cosa? Ovvio, il Fushimi Inari! E’ una delle cose che tengo di più a vedere, dopo averlo visto in tanti film! E’ un santuario scintoista molto suggestivo, noto soprattutto per le centinaia di torii rossi che delimitano la strada che sale sulla collina. Questi sono stati donati nel corso dei secoli e formano un tunnel lungo quasi 5 km : un bellissimo spettacolo! Sono anche in tinta con il mio k-way.. 🙂

Naturalmente noi ci siamo limitate a percorrere solo una parte del “tunnel”, circa un chilometro. La zia ne ha approfittato per profanare il bosco circostante estirpando una piantina che si voleva ripiantare in giardino… a proposito, che fine avrà fatto? Glielo devo chiedere!

 Stasera si cena alla Kyoto Station, ristorante italiano : gnummy!

19 Aprile 2010 – Kyoto!

[Nota : gli articoli che scrivo sul viaggio del 2010 li sto facendo a quasi due anni di distanza, basandomi sui ricordi, sulle foto, e sul diario che avevo tenuto per i primi giorni. Molte cose sicuramente mi sfuggono]

Eccoci a Kyoto, dove ci aspettano tantissime meraviglie!

Il primo giorno, dopo esserci sistemate nel nostro bellissimo albergo vicino al Nijo Castle, ci dirigiamo a Higashiyama (sud). Io e Claudia non vediamo l’ora, invece mia zia e Clementina si sono un po’ “rotte” di vedere templi e luoghi di culto, quindi decidiamo di dividerci. Vi dico già che loro finiranno per perdersi in centro!!! 🙂

Finalmente c’è il sole, io e Claudia ci godiamo una giornata meravigliosa. Prima di tutto incontriamo queste tre maiko (?) : ho letto da qualche parte che se si lasciano fotografare così facilmente c’è il sospetto che si spaccino soltanto per esserlo… chi lo sa? Oppure c’è crisi pure in quel settore 🙂 Ad ogni modo a noi sono piaciute molto! Erano allo Yasaka Shrine 🙂

Questa zona è bellissima e davvero ricca di cose da vedere [nda : tanto è vero che io quest’anno pur tornando lì ho visto cose completamente diverse, che l’anno scorso non avevo avuto il tempo di visitare! Yeah!]. Assistiamo anche alla cerimonia buddista che si svolge all’interno del Chionin Temple : quest’ultimo (stupendo!) si trova in cima ad una lunga scalinata (coi soliti gradini alti 40 centimetri!) sulla quale c’è una squadra di omini che scopa via le foglie. La cosa bella è che essendoci vento, le foglie cadevano di continuo, con la conseguenza che appena loro ripuliva per bene un gradino, dopo circa 10 minuti questo era di nuovo colmo di foglie… era una squadra di Sisifo più che di spazzini 🙂 Ma apprezziamo il loro zelo!

Ecco i tre fantastici spazzini!

Dopo abbiamo proseguito per lo Shorenin. Devo dire che nonostante fosse una giornata stupenda, c’era poca gente. Dentro lo Shorenin eravamo praticamente solo io e Claudia, per questo motivo è stato ancora più bello. Ci siamo messe sulla verandina che affacciava direttamente sul bellissimo giardino, si sentiva solo il nostro vociare! :D. Ecco la foto della verandina dove abbiamo riposato le nostre stanche terga!

All’interno dello Shorenin ci sono le porte scorrevoli (che dividono le varie tatami room) completamente dipinte con motivi naturali (fiori, libellule etc.) e colori molto vivaci : sono davvero stupende! Naturalmente anche il giardino è stupendo e si può girare in lungo e in largo, all’interno ci sono una teahouse e altre cose. C’è anche un librone su cui gli ospiti possono lasciare un commento!

Mentre andavamo ci siamo imbattute in quest’altra squadra di lavoratori all’opera (in Giappone c’è sempre qualcuno che pulisce/taglia/sistema qualcosa!!!) : notate l’omino con la rete portatile che segue i suoi colleghi per fare in modo che l’erba che viene tagliata non schizzi in faccia a qualcuno! 🙂

A questo punto abbiamo preso il bus : per riuscire a saltar su in tempo e non perdere la corsa, ci siamo praticamente buttate in mezzo alla strada dimenticandoci che le macchine arrivano nel senso opposto rispetto all’Italia (sono sicura che Claudia se ne ricorda bene quanto me!!!) : non fatelo a casa! Abbiamo poi raggiunto il Padiglione d’Argento e il sentiero del filosofo [nda : quest’anno ho poi scoperto che quello che abbiamo visto io e Claudia l’anno prima non era il sentiero del filosofo! E’ stato bello ugualmente e altrettanto spettacolare!]. Il Ginkakuji stava per chiudere, quindi abbiamo fatto una visita sprint di circa tre quarti d’ora (ci vorrebbe più tempo perchè il giardino è molto ampio). Ecco il sentiero non del filosofo :

Quella qui sotto è la vietta che conduce al Ginkaku, piena di negozietti che purtroppo abbiamo dovuto ignorare a causa dell’orario (stava finendo l’orario di visita!!).

Questa invece è la vista da un punto sopraelevato del giardino. Potete vedere il padiglione d’argento (che pur chiamandosi così, non è d’argento), il giardino roccioso a fianco (che rappresenta il mare) e dietro la città.

Quando siamo tornate in albergo la zia e Clementina erano già in camera : io e Claudia abbiamo quindi spiegato al gentile omino della reception che le nostre amiche probabilmente avevano già fatto il check-in e che ci serviva la chiave per la seconda stanza prenotata. L’omino ci ha detto “Le vostre amiche hanno entrambe le chiavi che abbiamo consegnato loro al momento del check-in, le stanze sono la 208 e la xxx”. Quando ha pronunciato il numero della seconda stanza non lo abbiamo capito, e ci sentivamo in imbarazzo a richiederlo… quindi, avendo capito il primo numero, siamo andate al piano sperando di trovarle nella stanza 208. Ovviamente bussiamo alla 208 e non c’è nessuno… maledizione! Hanno scelto la stanza xxx! Nei precedenti hotel ci avevano dato tutte stanze una vicina all’altra, quindi proviamo a buttarci… e bussiamo alla porta di fianco…

Dopo pochi secondi ci viene ad aprire la porta una signora americana alta circa un metro e novanta e ci fa “Yes?” e noi “Ohhh, I’m sorry, wrong room..” etc.etc… paonazze!!! A quel punto con la coda tra le gambe siamo tornate alla reception chiedendo di ripeterci il numero della seconda stanza… facendo davvero una figura di merda!

Non riesco a ricordarmi dove abbiamo cenato quella sera… chiederò a Claudia!

18 Aprile 2010 – Kanazawa

[Nota : gli articoli che scrivo sul viaggio del 2010 li sto facendo a quasi due anni di distanza, basandomi sui ricordi, sulle foto, e sul diario che avevo tenuto per i primi giorni. Molte cose sicuramente mi sfuggono]

La mattina del 18 Nov abbiamo lasciato il caro ryokan Asunaro (dopo aver pagato un conto abbastanza salato!) e ci siamo dirette a gran velocità a Kanazawa! Per fortuna qui il nostro hotel era proprio di fronte alla stazione : mollati i bagagli e fatta colazione con baguette (con ripieno a sorpresa : prosciutto e cipolla!!!) abbiamo preso un bus per il centro! In Kanazawa-jo è un castello enorme (infatti è detto il castello dei 1000 tatami!) ed è spettacolare anche per il suo parco ed il fossato. Risale al 1500 anche se è stato più volte ricostruito e/o ristrutturato (alcune parti nel 2001). C’erano dei ciliegi in fiore bellissimi, abbiamo fatto tante foto 🙂

Una gentile coppia (di turisti) si è offerta di farci delle foto di gruppo, noi blateravamo un sacco di cavolate (abituate, ormai, a non essere minimamente comprese) quando ad un certo punto il tipo che ci fa la foto esclama : “Tutte pronte? Fate ciiiis!!!!!“. Ma come?? Il simpatico signore aveva vissuto diversi anni in Italia… pure lui! Le solite figure! 🙂

Proprio di fronte al castello si trova il Kenrokuen Park, considerato uno dei tre giardini più belli del Giappone. L’ingresso è a pagamento (300 yen) ma ne vale davvero la pena! In Giappone i bei giardini e parchi sono ovunque, ma questo ha un tocco in più : forse per le sue dimensioni, la varietà dei colori, la tantissima acqua che forma laghi/laghetti, la vista… e così via. Questo parco infatti soddisfa tutti e 7 i criteri del “parco perfetto” 🙂 Naturalmente il fatto che tutti gli alberi fossero in fiore ha regalato un’emozione in più, ma dicono che sia molto bello anche d’estate quando gli iris sono in fiore (ce ne sono tantissimi!!!!).

Nei punti più adatti a fare le fotografie c’era da fare una piccola coda, a causa delle numerose comitive che facevano foto in serie 🙂

Dopodichè ci siamo dirette verso il Nagamachi district, il quartiere dei samurai, così chiamato perchè appunto usavano risiedervi i samurai e le loro famiglie. Sicuramente questa astmosfera è abbastanza ben conservata, un dedalo di viuzze su cui si affacciano imponenti portoni e rivoli d’acqua : se volete vedere l”ìinterno” potete visitare la Nomura-ke, la casa della famiglia di samurai Nomura, perfettamente conservata e aperta al pubblico.

Abbiamo concluso la bella giornata in giro per negozi, tra i quali il nostro primo “100 yen shop”! Kanazawa è molto bella e sicuramente vale una visita 🙂

 

 

 

 

17 Aprile 2010 – Takayama

[Nota : gli articoli che scrivo sul viaggio del 2010 li sto facendo a quasi due anni di distanza, basandomi sui ricordi, sulle foto, e sul diario che avevo tenuto per i primi giorni. Molte cose sicuramente mi sfuggono]

Dopo una nottata passata su quattro treni diversi e pochissimo sonno, arriviamo a Takayama. Abbiamo fatto colazione ad una fermata intermedia, alle 7 del mattino, da Mr.Donuts! La seconda porzione di caffè è gratis se fai il refill della tazza, ma la zia Liana è andata a chiedere un secondo caffè alla cassa e quindi le hanno rifatto lo scontrino! 🙂 Ci siamo rese conto ore dopo sul treno che bastava andarsela a riempire!

Takayama è un bel paesino davvero davvero in mezzo ai monti, per questo motivo raggiungerlo da Nikko/Tokyo è molto lungo e noi abbiamo deciso di viaggiare di notte (per non passare un giorno in treno!). Per fortuna qui ci aspetta il tanto agognato soggiorno nel Ryokan!

Ingresso del ryokan Asunaro

Una volta lasciati i bagagli al ryokan (erano le 7 del mattino quindi la stanza non era pronta per il check-in!) ci siamo subito messe in marcia dirette in centro (il paese è molto piccolo quindi la distanza è breve). Il centro di Takayama è molto carino, ci sono case antiche sulle quali esistono vincoli architettonici : sono perfettamente conservate e molto numerose : percorrendole è quindi possibile essere praticamente catapultati nel periodo Kanamori, in tutto e per tutto. Ci sono negozi, abitazioni private e distillerie.

Per pranzo volevamo andare in uno dei posti suggeriti dalla guida, ma abbiamo avuto grosse difficoltà a trovarlo. Quasi sconfitte abbiamo deciso di chiedere ad una signora che passava con la bicicletta (in giro vicino alla stazione non c’era praticamente nessuno), e lei con moltissima gentilezza s’è fermata ad ascoltarci. Poichè non sapeva dove si trovava il posto da noi indicatole, è andata addirittura a citofonare ad un suo conoscente (il fioraio!) che è sceso ed ha provato ad aiutarci anche lui! Siccome eravamo molto imbarazzate per il disturbo che avevamo creato, abbiamo fatto finta di aver capito e ci siamo dirette più o meno dove ci indicavano! Alla fine abbiamo cenato in una buona curry house a caso 🙂

Nel pomeriggio Claudia ci ha precedute al ryokan, noi tre con un bus abbiamo raggiunto l’HIDA NO SATO. Questo è un villaggio, o meglio un museo all’aperto, molto interessante. Ospita decine di case tradizionali che sono state smantellate dalla loro sede principale e trasportate/ricostruite qui. Ci si può fare un’idea di com’era la vita in un villaggio rurale nei secoli scorsi. Ci sono tante case di artigiani in cui vengono date dimostrazioni “sul posto” con degli attori/artigiani che “recitano” il proprio ruolo : nella casa del vasaio c’era un ragazzo molto giovane che lavorava la creta. Quando ci ha sentito commentare in italiano, se n’è uscito dicendo “Italiane??? Ma io ho vissuto a Roma cinque anni!”. Ma pensa te! 🙂

Il soggiorno nel ryokan è stato bellissimo. La nostra stanza per quattro persone consisteva in un ingresso, bagno, salottino e camera da letto su cui ci hanno messo i futon (il pavimento è tutto in tatami ovviamente). Poi ci sono i bagni termali in comune, una vasca per le donne e una per gli uomini. Per fortuna noi eravamo completamente sole nella vasca… ce la siamo spassata senza imbarazzi!! 🙂

Il salottino con l'hirori!

La cosa più fantastica è stata la cena : ci è stata servita in una saletta privata, sempre col tatami, stupendamente preparata. Colori e sapori spettacolari, una cena molto ricca con tantissime portate e l’assistente/cameriera che ci aiutava a coordinare le varie cose (accendere il fornello al momento giusto, etc.) e portava in tavola le numerosissime portate. La signora era molto gentile anche se un po’ FRENETICA, continuava a muoversi da una parte all’altra del tavolo per tenere tutto sotto controllo!

Dopo abbiamo fatto un servizio fotografico amatoriale nei nostri bellissimi yukata : ovviamente sono venute delle foto sciocchissime :-):-) Ma che spasso!

Forse è complice la stanchezza, il viaggio in treno, la vasca termale…. ma il futon m’è sembrato il letto più comodo su cui io abbia mai dormito!