17 Aprile 2010 – Takayama

[Nota : gli articoli che scrivo sul viaggio del 2010 li sto facendo a quasi due anni di distanza, basandomi sui ricordi, sulle foto, e sul diario che avevo tenuto per i primi giorni. Molte cose sicuramente mi sfuggono]

Dopo una nottata passata su quattro treni diversi e pochissimo sonno, arriviamo a Takayama. Abbiamo fatto colazione ad una fermata intermedia, alle 7 del mattino, da Mr.Donuts! La seconda porzione di caffè è gratis se fai il refill della tazza, ma la zia Liana è andata a chiedere un secondo caffè alla cassa e quindi le hanno rifatto lo scontrino!🙂 Ci siamo rese conto ore dopo sul treno che bastava andarsela a riempire!

Takayama è un bel paesino davvero davvero in mezzo ai monti, per questo motivo raggiungerlo da Nikko/Tokyo è molto lungo e noi abbiamo deciso di viaggiare di notte (per non passare un giorno in treno!). Per fortuna qui ci aspetta il tanto agognato soggiorno nel Ryokan!

Ingresso del ryokan Asunaro

Una volta lasciati i bagagli al ryokan (erano le 7 del mattino quindi la stanza non era pronta per il check-in!) ci siamo subito messe in marcia dirette in centro (il paese è molto piccolo quindi la distanza è breve). Il centro di Takayama è molto carino, ci sono case antiche sulle quali esistono vincoli architettonici : sono perfettamente conservate e molto numerose : percorrendole è quindi possibile essere praticamente catapultati nel periodo Kanamori, in tutto e per tutto. Ci sono negozi, abitazioni private e distillerie.

Per pranzo volevamo andare in uno dei posti suggeriti dalla guida, ma abbiamo avuto grosse difficoltà a trovarlo. Quasi sconfitte abbiamo deciso di chiedere ad una signora che passava con la bicicletta (in giro vicino alla stazione non c’era praticamente nessuno), e lei con moltissima gentilezza s’è fermata ad ascoltarci. Poichè non sapeva dove si trovava il posto da noi indicatole, è andata addirittura a citofonare ad un suo conoscente (il fioraio!) che è sceso ed ha provato ad aiutarci anche lui! Siccome eravamo molto imbarazzate per il disturbo che avevamo creato, abbiamo fatto finta di aver capito e ci siamo dirette più o meno dove ci indicavano! Alla fine abbiamo cenato in una buona curry house a caso🙂

Nel pomeriggio Claudia ci ha precedute al ryokan, noi tre con un bus abbiamo raggiunto l’HIDA NO SATO. Questo è un villaggio, o meglio un museo all’aperto, molto interessante. Ospita decine di case tradizionali che sono state smantellate dalla loro sede principale e trasportate/ricostruite qui. Ci si può fare un’idea di com’era la vita in un villaggio rurale nei secoli scorsi. Ci sono tante case di artigiani in cui vengono date dimostrazioni “sul posto” con degli attori/artigiani che “recitano” il proprio ruolo : nella casa del vasaio c’era un ragazzo molto giovane che lavorava la creta. Quando ci ha sentito commentare in italiano, se n’è uscito dicendo “Italiane??? Ma io ho vissuto a Roma cinque anni!”. Ma pensa te!🙂

Il soggiorno nel ryokan è stato bellissimo. La nostra stanza per quattro persone consisteva in un ingresso, bagno, salottino e camera da letto su cui ci hanno messo i futon (il pavimento è tutto in tatami ovviamente). Poi ci sono i bagni termali in comune, una vasca per le donne e una per gli uomini. Per fortuna noi eravamo completamente sole nella vasca… ce la siamo spassata senza imbarazzi!!🙂

Il salottino con l'hirori!

La cosa più fantastica è stata la cena : ci è stata servita in una saletta privata, sempre col tatami, stupendamente preparata. Colori e sapori spettacolari, una cena molto ricca con tantissime portate e l’assistente/cameriera che ci aiutava a coordinare le varie cose (accendere il fornello al momento giusto, etc.) e portava in tavola le numerosissime portate. La signora era molto gentile anche se un po’ FRENETICA, continuava a muoversi da una parte all’altra del tavolo per tenere tutto sotto controllo!

Dopo abbiamo fatto un servizio fotografico amatoriale nei nostri bellissimi yukata : ovviamente sono venute delle foto sciocchissime :-):-) Ma che spasso!

Forse è complice la stanchezza, il viaggio in treno, la vasca termale…. ma il futon m’è sembrato il letto più comodo su cui io abbia mai dormito!

 

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